La leggenda di Beniamino Dolli è primo capitolo di una trilogia di “leggende” della nostra terra. Ogni “serie”, tre appunto, è composta di 22 episodi.
Un progetto narrativo di Gianluca Casaccia.
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Episodio 13 – La Luna
Beniamino Dolli, strenuo sostenitore, tifoso, ammiratore vero e proprio fan, come si direbbe oggi, di una cosa che la maggior parte della gente da per scontata: La luna.
Fu Nicola la nostra fonte.
Lui, la leggenda, amava la luna, per questo la sera andava al campo grande, la luna lì ha spazio per esser vista zio.
Zio, ogni tanto mi chiamava zio, dice Nicola. Giuro, non l’avevo mai sentita, ma ricordo quando lo raccontò perché fece un’espressione… Zio. Davvero fece un’espressione che dire stupita è poco, da capire che gli venne così, insomma, era nuova anche per lui. Condire i racconti sulla leggenda era normale, era “alimentare” la leggenda stessa e zio gli piaceva.
Diceva, raccontava ancora Nicola: La luna, è come me, non si arrende mai, la luna è una guerriera.
Il Dolli sosteneva che la luna è una guerriera poiché non smette mai di guardare in faccia il nemico. La luna ti guarda sempre, non gira mai le spalle. Romantica e guerriera allo stesso tempo, per questo piace alle mie donne. Per questo l’adoro.
Le mie donne, lo diceva con una sufficienza…
Quante erano le donne Beniamino? Quante lo sono state? Più di cento credevamo noi ragazzini.
Più di cento è tanto oggi, figuriamoci all’epoca.
Più di mille, sentii crescendo.
C’è chi diceva semplicemente tutte. Tutte quelle che gli piacevano, tutte quelle che incontrava.
Purtroppo, questo Nicola lo raccontava con rammarico, con una punta d’amarezza, c’è stato un periodo in cui ogni uomo di questa terra era geloso del Dolli e sospettava della propria donna. Fu un periodo difficile, la gente gli si avvicinava solo durante il suo flipper e gli parlava solo poco dopo, finché durava l’effetto ipnotico della sua magia.
E’ stato un periodo breve, ma difficile, anche se lui, la leggenda, se ne fregava. Poi tutto passò come sempre, con il nulla, con il tempo.
Beniamino e le donne, Beniamino e la luna.
Quando si passava con la macchina, in moto o a piedi, vicino al campo grande di sera, lo potevi vedere, non sempre ma spesso sdraiato o appoggiato ad una balla di fieno, anche da solo a fissare la luna.
Un paio di volte ci siamo sdraiati con lui senza dire nulla. Senza dire nulla poco dopo ci alzavamo e ce ne andavamo, vecchi e stanchi e lui rimaneva, sdraiato, in silenzio a fissare la sua guerriera e complice.
Era forse l’impaziente impulsività del Dolli ad esser sedata in quei momenti, forse per questo la leggenda si placava e trovava pace e accoglienza nel perdersi con la mente alla luce della luna.
In onestà, chi non è mai stato stregato dalla luna?
Non ci fu donna che non le presentò, alla luna dico. Non ci fu donna che con lui non venne stregata.
Beniamino e il campo grande.