La leggenda di Beniamino Dolli è primo capitolo di una trilogia di “leggende” della nostra terra. Ogni “serie”, tre appunto, è composta di 22 episodi.
Un progetto narrativo di Gianluca Casaccia.
Vietata qualsiasi riproduzione anche parziale senza permesso diretto dell’autore.
Episodio 10/11 – La Motocicletta
Marzo, una domenica del 1955.
Un sole che sembrava fosse estate.
Dalla porta del caffè biliardo Nicola, seduto su una sedia, accanto alla porta d’ingresso. Solo.
Nessuno per strada eccetto me. Eccetto noi.
Un paesaggio dal taglio western. Mancavano i manifesti “wanted”…
Fossimo stati lì, a quell’epoca, in quei luoghi, Beniamino sarebbe stato un fuorilegge. Uno di quelli amati dalla gente. Sicuramente un fuorilegge. Comunque un mito.
Ricordo quel pomeriggio. Polveroso. Noi, fermi all’ombra di una tettoia. Vedevamo Nicola. Nessun altro.
Il rumore di un motocicletta. Il rumore che ci piaceva. Era la moto di Beniamino.
Niente leggenda, appare Il Santo, il nemico. Più che altro l’antagonista, ma alla nostra età… Il nemico.
Tutti fermi. Tutti immobili. La moto del Dolli sotto il culo del Santo.
Ipotesi accreditate:
Era l’inizio della fine; il Santo ha rubato la moto al Dolli ergo il Santo vuole suicidarsi; il Dolli aveva perso in qualche modo la moto, a carte… Non sapevamo dire; il Santo e il Dolli sono amici e Beniamino ha prestato la moto al Santo.
Tutti a ridere.
Quindi?
Quindi nulla. Vedi solo il Santo scendere, aria spavalda. Il Santo saluta Nicola, che con lui entra ed esce dal caffè in pochi minuti. Prima di rimontare sulla moto si ferma: un aria dispiaciuta in luogo di una soddisfatta. Si guarda intorno, in moto e via.
Il Santo con la moto del Dolli. Paolo Rossi con la maglietta di Pelè.
Non si parlò molto di questo evento. Vi giuro era un evento, è solo che… E’ solo che fu una giornata particolare. Non c’era nessuno. L’ennesimo albero caduto nel nulla, nessun rumore.
Solo per noi, perché noi eravamo lì testimoni di una cosa che a i nostri occhi dire paradossale era riduttivo. Eravamo curiosi.
Curiosità che non fu dissipata per anni. Ci siamo sempre dati delle risposte su tutto, riguardo le cose su cui non eravamo certi… Ipotizzavamo, come ormai vi sarà ben chiaro.
Nicola non parlava molto con noi dei fatti di Beniamino Dolli. Eravamo piccoli. Semplicemente eravamo ancora piccoli.
Pochi giorni dopo Beniamino riapparve con la sua moto. Come fosse niente. Come se una leggenda vivente potesse far finta di nulla riguardo a un evento così eclatante.
Capisco l’evento con poco pubblico, ma nessuno, nessuno chiedeva.
I miei compagni, nemmeno loro. Loro solo guardavano.
…
Corsi.
Volai verso il Dolli mentre entrava per la sua birra e la sua partita. La sua Peroni e il suo Flipper. La sua routine e il suo regno.
Non ero incosciente di ciò che stavo per rompere. Un rituale. Il rituale di Beniamino Dolli per giunta. Devo dire, temerario, mi sentivo un po’ temerario ad “affrontare” il Dolli. Ero visiblmente arrabbiato in volto.
Dovevamo sapere. Dovevo sapere.
Lo affrontai tirandogli la camicia da dietro. Strafottente.
Beniamino Dolli si gira. Mi guarda. Si china e… Che ti turba scheggia?
Scheggia? Credo di aver fatto sorriso enorme, la mia arrabbiatura si trasformo in imbarazzo. Scheggia.
Perché il Santo aveva la tua moto?
E’ vero che l’hai persa a carte? Oppure te l’ha rubata?
Lo dissi quasi urlando, cercando di mostrare carattere.
Un attimo di silenzio.
Un risata importante e… Questioni di donne scheggia. Quando sarai più grande.
Questioni di donne.
Sorrisi e scappai.
Tronfio pitturai la scena ai miei amici un po’ a modo mio. Scheggia.
Questioni di donne. Mai fu più prolungata nel tempo l’attesa di quella risposta: questioni di donne. La accettai, ma non dissipò certo la mia curiosità.
Non eravamo esperti di donne, di ragazze, di femmine. Solo qualcuno come me aveva avuto qualche cotta, altri millantavano baci. Sta di fatto che la nostra assenza di esperienza in materia non ci fece mai stare a riflettere più di tanto. Non avevamo tempo, Beniamino era una fonte quasi quotidiana, non avevamo tempo di soffermarci troppo.
Questioni di donne.
Beniamino Dolli. Donne e Flipper. Beniamino Dolli e le magie. Beniamino Dolli e le leggende. Beniamino Dolli e le verità.
Beniamino Dolli e le paure.
Beniamino era invincibile. Piaceva alle donne. Era rispettato, imitato, invidiato. Era ammirato.
Beniamino Dolli, all’epoca noi non capivamo, era un uomo.
Sembra facile. Scontato. Ovvio fosse un uomo, ma credetemi o semplicemente guardatevi in giro, la massa considera le celebrità come persone? Semplici uomini e donne?
No. Inequivocabilmente no. Era così anche da noi.
Vai a capire il motivo, ma per un certo periodo andò di moda ipotizzare riguardo le paure di Beniamino Dolli.
Beniamino aveva paura? Di qualcosa? Di cosa?
Io, davvero, credevo di no. Di cosa poteva aver paura Beniamino Dolli?
Paure? Ridicolo.
Nicola conosceva Beniamino. La paura di Beniamino era la solitudine.
Probabilmente la forte inconscia paura di ripetere il trauma, lo spingeva a non fermarsi. Non fermarsi mai. Nemmeno davanti a sé stesso. Ecco perché superava tutti e si superava. Si superava in tutto.
Invincibile. Irresistibile. Beniamino Dolli.
Chissà dove viaggiava la sua mente quando era lì a governare il suo regno, le sue tre palline. Perché si Beniamino era il numero uno: In tutto. Quando si parlava di Flipper, sia chiaro, si parlava sempre di fatti. Reali, concreti, ogni volta. Beniamino Dolli, in qualche maniera incomprensibile, era davvero un extraterreste, un semidio dinnanzi al flipper.
Magari lì fuggiva dalle sue paure. Lì metteva in moto la rincorsa per superarsi ancora. E ancora.
Solitudine. Donne. Solitudine. Giulietta. Solitudine. Marta. Solitudine. Il Santo.
Solitudine. Nicola. Solitudine. Antonio. Solitudine. Donne, Solitudine. Donne.
Lui correva. Credo fosse un fuggire.
Questione di donne.
Semplicemente andò così (lascito di Antonio): per l’ennesima volta sfilò una donna al Santo. Un po’ per prenderlo in giro, un po’ per toglierselo dai piedi e un po’ perché sotto sotto il Dolli, al Santo, voleva bene.
Gli lanciò le chiavi e “vatti a fare un giro”.
Magari il Santo sperava di potersi far vedere, come successe e poter essere il protagonista di una storia. Nulla.
Questione di donne.