Estate 2009: in una dimenticata sala-giochi di una remota localita’ di villeggiatura dell’Appennino bolognese, bambini appartenenti ad una generazione che nei bar non ha mai visto giochi del genere, evitando videogiochi ed altre facezie, si affollano intorno all’unica cosa davvero meccanica che attira la loro attenzione, un gioco che non trovano in citta’, non simulabile da nessuna consolle con lo stesso realismo dell’oggetto vero – un flipper Bally del 1995, costruito negli USA e giunto in Italia che loro non erano ancora certamente nati..
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