{"id":6392,"date":"2011-11-10T23:05:44","date_gmt":"2011-11-10T22:05:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/?page_id=6392"},"modified":"2016-07-03T23:23:54","modified_gmt":"2016-07-03T21:23:54","slug":"18-la-foto","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/scrittori-in-tilt\/18-la-foto\/","title":{"rendered":"18 &#8211; La Foto"},"content":{"rendered":"<div class=\"translate_block\" style=\"display: none;\">\n<a class=\"translate_translate\" id=\"translate_button_post-6392\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\" href=\"javascript:show_translate_popup('en', 'post', 6392);\">[Translate]<\/a><img src=\"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/wp-content\/plugins\/google-ajax-translation\/transparent.gif\" id=\"translate_loading_post-6392\" class=\"translate_loading\" style=\"display: none;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"\" \/>\n<\/div>\n<div id=\"content_div-6392\">\n<p style=\"text-align: center;\">La    leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo  capitolo di una trilogia di    \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni  \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di    22 episodi.<br \/>\nUn progetto narrativo di Gianluca Casaccia.<br \/>\nVietata qualsiasi riproduzione anche parziale senza permesso diretto dell\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Episodio 18 &#8211; La Foto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Beniamino e le fughe.<\/p>\n<p>Devo dire che tra un cosa e un&#8217;altra Beniamino spar\u00ec numerose volte per periodi pi\u00f9 o meno lunghi. Spariva e tornava con misteri, un avventura, con novit\u00e0, con nuovi talenti. Beniamino Dolli, che poesia ragazzi averlo conosciuto. Tornassi indietro di qualche anno gli chiederei un autografo, o meglio, servirebbe una foto.<\/p>\n<p>Ci rendiamo conto, tutti un attimo per favore, che non esistono fotografie di alcun genere, di Beniamino Dolli? Non ci sono!<\/p>\n<p>Antonio e Nicola nemmeno ne hanno una. Una sola dico, niente. Non prendo in considerazione il ritaglio del giornale su cui si vede solo la nuca della leggenda.<\/p>\n<p>Cosa si potrebbe dare per un cimelio del genere. Una foto di Beniamino Dolli. Figuriamoci autografata dal Dolli stesso. Figuriamoci una foto \u201cinsieme\u201d a Beniamino Dolli,  avrebbe voluto dire come minimo: Conosco bene Beniamino, eravamo come fratelli, con me si confidava, ci scambiavamo qualche donna.<\/p>\n<p>Nulla sarebbe pi\u00f9 importato, venti anni di differenza col Dolli, sarebbe andata bene comunque, una foto con Beniamino, qui saresti stato sindaco, almeno sindaco. T\u2019avrebbero potuto fare Re.<\/p>\n<p>Con una foto, una foto in mano con te accanto a lui. Un sogno in cui potrei perdermi per ore.<\/p>\n<p>Alzandomi dal mio tavolino vado verso Antonio, vagamente ebbro e sussurro di tirar fuori una benedetta foto del Dolli. Se non ce l\u2019hai tu Antonio\u2026.<\/p>\n<p>Appunto, non ce l\u2019ho io non ce l\u2019ha nessuno. Taglia corto, non dico infastidito, ma incazzato, non per il mio incalzare, ma per il fatto che non aveva una  foto della nostra leggenda, Lui che ormai era all\u2019unisono considerato il pi\u00f9 grande depositario delle leggende, dei racconti, delle vicende e delle verit\u00e0 di Beniamino Dolli. Una sola foto, ripeto non saltava fuori, mai. Forse non c\u2019era davvero.<\/p>\n<p>Torno il giorno dopo, pronto per la mia birra con una Rolleiflex al collo. Magnifica.<\/p>\n<p>Raduno i pochi amici presenti al caff\u00e8, Antonio e fermo il figlio di Giovannone per farci scattare una stramaledetta foto. Tutti insieme.<\/p>\n<p>Guarda dentro la scatola dall\u2019alto eeeeee\u2026. Click.<\/p>\n<p>Una settimana dopo la foto \u00e8 bella, a colori, sopra il flipper.<\/p>\n<p>Tutti sorridenti.<\/p>\n<p>In cuor nostro in quel momento, senza nessuna ragione apparente o meno, ci sentivamo tutti un po\u2019 Beniamino Dolli. Non c\u2019era motivo alcuno, ma il ragionamento era comune, io ho visto il Dolli; io conosco il Dolli; qui viveva il Dolli, quello \u00e8 il sacro flipper; il Dolli non ha foto; oggi mi sento Beniamino Dolli. Assurdo. Sta di fatto che era scontato e ne consegu\u00ec il posizionamento della suddetta foto sopra il flipper, senza discussione, senza scelta, stampata la foto, incorniciata, solo l\u00ec poteva esser appesa.<\/p>\n<p>Fu persino scelto accuratamente il chiodo che come si sa un giorno o l\u2019altro sarebbe crollato, solo si sperava pi\u00f9 tardi di noi.<\/p>\n<p>Brindisi, brindisi indimenticabile, senza parole, solo sorrisi.<\/p>\n<p>Eravamo un po\u2019 tutti Beniamino Dolli, se lo avessero saputo le nostre mogli, vive o morte, ci avrebbero riso dietro per anni. Tranne la mia, che non l\u2019ha mai visto n\u00e9 ne ha sentito parlare (\u00e8 una cosa che nascondo gelosamente fuori dal mio paese). Le altre sono state tutte affascinate e poi innamorate, anche da bambine.<\/p>\n<p>Questa foto ha per\u00f2 doppia valenza. Tripla dice Antonio.<\/p>\n<p>Il ricordo in noi di Beniamino; noi e semplicemente noi e la nostra vita in paese; un augurio, perch\u00e9 ragazzi, domani inizia il mondiale, quel pazzo di Bearzot non porta nemmeno Roberto Pruzzo e si \u00e8 portato quel toscano mangiagatti di Paolo Rossi che non si regge in piedi, ci serve fortuna, non dimentichiamolo, che qui non c\u2019\u00e8 mica Pel\u00e8.<\/p>\n<p>Nemmeno a chiederlo, Antonio si riferiva al nostro Pel\u00e8, non O\u2019 Rei, bens\u00ec la leggenda.<\/p>\n<p>E\u2019 vero, a volte qui il tempo si ferma, domani iniziano i mondiali di calcio, non ci pensavo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Eravate piccoli, ma ricordate la coppa del Rimet del \u201854, quello si che era calcio. Lo chiamavano Pel\u00e8, ma secondo me Beniamino era pi\u00f9 forte di Puskas, altro che\u2026 Forte, forte, pi\u00f9 forte di tutti e tanto alla fine i magiari persero con la Germania. In quel mondiale facemmo la fine che faremo qua, un passaggio. Come facciamo con l\u2019Argentina, con il Brasile? Non ci fu scampo allora, non ci sar\u00e0 scampo oggi. Al tempo lo dicevo, l\u2019unica nostra possibilit\u00e0 \u00e8 che Beniamino si metta intesta di continuare a giocare, ma lui niente. Ragazzo testardo.<\/p>\n<p>Nessuno mi dava retta! Tutti, tutti poi mi diedero ragione, ragazzi Pel\u00e8 era il pi\u00f9 forte, altro che Puskas e l\u2019altro Pel\u00e8.<\/p>\n<p>Il calcio per Antonio \u00e8 un po\u2019 la seconda droga, la prima \u00e8 Beniamino Dolli. Solo del calcio internazionale parla, quindi parla poco. Il campionato, dice, \u00e8 roba da dilettanti.<\/p>\n<p>Sta di fatto che senza Beniamino, le cose nel \u201954 come sappiamo andarono piuttosto male. Speriamo nel meglio per questi mondiale, \u2018sta squadra non ci convince e Beniamino non c\u2019\u00e8, comunque sarebbe troppo vecchio e non sembra abbia lasciato figli come mitica prole da tifare. Non sembra\u2026<\/p>\n<p>Si comincia e\u2026<\/p>\n<p>Ogni giorno porto la Rollei per fare una foto dopo la partita che vediamo tutti insieme, sempre qui. Ogni partita.<\/p>\n<p>Le facce. Le puoi vedere, sono un crescendo.<\/p>\n<p>Andiamo avanti ed \u00e8 un penare e dopodomani: Italia Brasile. Il Brasile ha preso a sganassoni ieri sera l\u2019Argentina.<\/p>\n<p>Antonio dice serviva Pruzzo (in alternativa a Beniamino), io sostengo che questi azzurri non avrebbero dovuto prescindere da Beccalossi, incrociamo le dita.<\/p>\n<p>Vedi, Beniamino Dolli ascolt\u00f2 la finale di quell\u2019anno, del \u201954 con me. Qui ascoltando la radio.<\/p>\n<p>Germania Ovest contro Ungheria. Non c\u2019era partita. L\u2019Ungheria di Puskas era troppo, troppo pi\u00f9 forte, eppure\u2026<\/p>\n<p>Passo la notte, da solo al campo grande. Tutta la notte, alla soglia dei quarant\u2019anni da solo a dormire sull\u2019erba bruciacchiata dal sole. Non \u00e8 una notte quieta, passano diverse macchine per la provinciale. Apro gli occhi all\u2019alba e si scorge da qui la fattoria del padre di Marta, risplende rossa con l\u2019alba che s\u2019affaccia.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una giornata memorabile, queste cose noi le sappiamo, vivo in citt\u00e0, ma ho l\u2019istinto della gente di campagna, sono di queste parti io. Certe cose noi le capiamo solo guardando il cielo.<\/p>\n<p>Passeggio fino in paese e il sole \u00e8 gi\u00e0 alto, penso che qui, in piazzetta, una bella statua di Beniamino, in fin dei conti, la potevamo anche mettere.<\/p>\n<p>Solo Antonio al caff\u00e8 e due ragazzini che giocano a biliardo in un clemente silenzio per questa bella giornata. Colazione, Antonio mi guarda e dice, hai visto che bagliore all\u2019alba? Sar\u00e0 una giornata particolare, dice. E dice bene.<\/p>\n<p>La giornata prosegue lentissima sino alle sedici. Il caff\u00e8 biliardo si ghermisce e i ragazzi ancora giocano a biliardo e il clemente silenzio sta diventando noioso bisbiglio e fastidioso \u201crumoriccio\u201d.<\/p>\n<p>Ore 17, tutti seduti su sedie rimediate. Antonio da dietro il bancone urla che il Caff\u00e8 \u00e8 chiuso e i ragazzi devono lasciare il biliardo (!??).<\/p>\n<p>Ma se c\u2019\u00e8 la partita? Appunto, l\u2019Italia, andate a casa o sedetevi a tifare.<\/p>\n<p>I ragazzi sbuffano e si siedono.<\/p>\n<p>Serviva il Bomber.<\/p>\n<p>Serviva Beccalossi.<\/p>\n<p>Serviva Elvis.<\/p>\n<p>Serviva Beniamino Dolli.<\/p>\n<p>Diciassette e un quarto. Fischio d\u2019inizio.<\/p>\n<p>Diciassette e venti. Paolo Rossi gol, si scatena l\u2019inferno!!!!! Una sedia vola e sfiora il flipper e il ragazzo viene ustionato dallo sguardo di ogni singolo presente. C\u2019\u00e8 la pena capitale per l\u2019eventuale rottura del flipper e lo sanno bene.<\/p>\n<p>Avete visto? Sembrava Beniamino! Poi il ghiaccio:<\/p>\n<p>Un minuto dopo entra una donna, bella, avr\u00e0 avuto forse cinquant\u2019anni. Forse qualcosa in meno. Il suo fare, la sua entrata rimbomba, come fosse frastuono: Tutti si fermano, lei in controluce esclama a voce alta, appunto cerco proprio Lui\u2026<\/p>\n<p>Antonio si toglie gli occhiali, lei si avvicina con passo sicuro, cerco Lui, schiaffando sul bancone una foto. Tutto tace.<\/p>\n<p>Qualcuno di voi conosce, ne sono convinta, Beniamino Dolli? Qualcuno pu\u00f2 dirmi dove posso trovarlo?<\/p>\n<p>Silenzio. Tutti si guardano e Antonio \u00e8 immobile, Socrates pareggia per il Brasile, ma non gliene frega nulla a nessuno.<\/p>\n<p>Antonio non tocca la foto, quasi impaurito, timorato, alza gli occhi e\u2026<\/p>\n<p>Milena.<\/p>\n<p>Milena?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Translate] La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi. Un progetto narrativo di Gianluca Casaccia. 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