{"id":5859,"date":"2011-03-23T23:22:45","date_gmt":"2011-03-23T22:22:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/"},"modified":"2016-07-03T23:23:40","modified_gmt":"2016-07-03T21:23:40","slug":"episodio-8-le-carte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/scrittori-in-tilt\/episodio-8-le-carte\/","title":{"rendered":"episodio 8 &#8211; Le Carte"},"content":{"rendered":"<div class=\"translate_block\" style=\"display: none;\">\n<a class=\"translate_translate\" id=\"translate_button_post-5859\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\" href=\"javascript:show_translate_popup('en', 'post', 5859);\">[Translate]<\/a><img src=\"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/wp-content\/plugins\/google-ajax-translation\/transparent.gif\" id=\"translate_loading_post-5859\" class=\"translate_loading\" style=\"display: none;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"\" \/>\n<\/div>\n<div id=\"content_div-5859\">\n<p style=\"text-align: center;\">La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi.<br \/>\nUn progetto narrativo di Gianluca Casaccia.<br \/>\nVietata qualsiasi riproduzione anche parziale senza permesso diretto dell\u2019autore.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Episodio 8 &#8211; Le Carte<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il fulcro pulsante della comunit\u00e0, il vertice d\u2019incontro, la culla della leggenda: il caff\u00e8 biliardo. Il luogo della birra, delle carte, del biliardo, delle freccette, dei giradischi, del jukebox americano, addirittura dello Scopitone francese, perch\u00e9 quello italiano a Nicola non piaceva, troppo sobrio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il caff\u00e8 biliardo, uno punto caldo sperduto nel mondo, eppur sempre all\u2019avanguardia, sempre \u201csul pezzo\u201d come amava dire Nicola, che rimediava i suoi gioielli da impensabili conoscenze nel mondo. Un uomo di paese, una mente brillante. Nicola fu il vero artefice della magica linfa che scorreva nella comunit\u00e0 e capite bene che se non ci fosse stato Nicola e il suo \u201cpunto caldo\u201d, anche la leggenda sarebbe stata diversa. Beniamino non sarebbe stato Beniamino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non c\u2019\u00e8 Batman senza Batcaverna e maggiordomo\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il nostro eroe comunque non aveva bisogno di maschera, sicuramente non combatteva il crimine, ma credo che per qualcuno di noi, se davvero il Dolli si fosse impegnato, in qualche modo avrebbe anche saputo volare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cimice, il figlio di\u2026. Non vi importa di chi, era uno dei miei compagni, lo diceva sempre, Beniamino sa volare. Io ne sono sicuro, non lo vedete che spunta sempre dal nulla? Non viene sempre con la moto. Arriva dal nulla. Non l\u2019abbiamo mai visto perch\u00e9 \u00e8 Beniamino, se non si vuol far vedere\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Deliri di fantasia dei bambini. Non c\u2019\u00e8 da stupirsi, perch\u00e9 sul Dolli, ne abbiamo tante, magari meno impossibili, ma sicuramente non meno fantasiose\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicola, l\u2019altro Nicola, quello che tutti chiamavamo Nicola Del Forno,  perch\u00e9 aveva un forno ed evidentemente si chiamava Nicola, \u00e8 il nostro esperto regionale di carte. Nicoladelforno sapeva giocare a tutti i giochi di carte mai esistiti. Carte italiane, francesi. Scopa, scopone, briscola, tressette, senza mai disdegnare poker, bridge, burraco, canasta, ramino\u2026. Non era uno di quegli anziani signori di paese che giocavano sempre a carte. In vero, lo era, ma se immaginaste il prototipo di questa scena, vi allontanereste dalla realt\u00e0. Nicoladelforno era sempre elegante, giocava all\u2019interno, non per strada, sempre pulito, pi\u00f9 spesso con le carte italiane che quelle francesi, ma prediligeva queste ultime. Aveva pi\u00f9 o meno insegnato i giochi di carte a tutti. Aveva compagni, avversari, pi\u00f9 o meno validi per ogni tipo di gioco. Nicoladelforno era il mago delle carte. Non era solo una leggenda, le carte erano parte della sua vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un periodo, forse d\u2019inverno, ci fu un ondata di persone che vennero per giocare. Per giocare a carte al caff\u00e8. Nicoladelforno e Nicola. Amici, parenti e commilitoni dei due. Era la nuova moda, si giocava a carte la sera fino a tardi, quasi sempre al caff\u00e8 e talvolta continuavano anche tutta la notte, sino a mattina. Erano sempre l\u00ec. Ridevano, fumavano, bevevano, immobili e pur irrequieti. Qualche urlo e forti risa. Fu una malattia che contagi\u00f2, non ho mai capito come, un po\u2019 tutti i grandi per circa un mese, fino a che tutto da solo, torn\u00f2 alla regolare ciclica normalit\u00e0 di provincia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beniamino Dolli fece la sua comparsa dopo pochi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A dire il vero era spesso al caff\u00e8 le ultime settimane, tutti i gironi. Una gettone, tre palline, il record che saliva, qualche amico che sussultava o incitava, ma\u2026. Lo vedevi che buttava l\u2019occhio di l\u00e0. Quasi non seguisse il suo gioco, quasi lasciasse alle palline uno sterile divertimento, l\u2019illusione del libero arbitrio. Giusto l\u2019illusione poich\u00e9 i polsi, il bacino di Beniamino, posati sul quel marchingegno, non fecero mai brutta figura, anche non sostenuti dall\u2019attenzione. Beniamino, un gettone tre palline, lo sguardo buttato sul tavolo o i due tavoli. L\u2019avevamo capito. Noi eravamo l\u00ec, sempre quei pomeriggi, sapevamo che il Dolli ultimamente era abitudinario e lo anticipavamo, lo aspettavamo e lui ci regalava quei momenti, ma si vedeva bene da cosa fosse attratto, distratto. Noi lo conoscevamo troppo bene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un giorno, circa una settimana dopo questa piccolo teatrino del \u201carriva il Dolli solo un gettone, piccolo spettacolo e via\u201d, Beniamino entr\u00f2; prese la sua Peroni. La prima al bancone confabulando con Nicola, la seconda se la fece portare ad un tavolo, dove si sedette insieme a Nicoladelforno con altri tre signori che non avevo mai visto prima di questi giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Io sconsolato, triste, imbronciato uscii e me ne andai. Il Dolli non mi aveva regalato la sua magia. Gli altri rimasero a guardarlo a giocare a non so cosa con le carte francesi. Io andai prima al campo grande, ma non c\u2019era nulla, poi corsi su, tanto, su fino al fiume, mi bagnai i piedi nell\u2019acqua ghiacciata e di nuovo corsi fino a casa. Dal giorno dopo, uscivo solo per andare a scuola. Ok, magari di nascosto buttavo un occhio al caff\u00e8 per vedere Beniamino, se fosse ritornato o fosse ancora seduto, senza mai farmi notare dai compagni. Ero offeso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quasi tre settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nicoladelforno ancora a carte vuoi giocare? Lo prendevano in giro alla fine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ragazzi la sedia va tenuta da parte. Pare che i Dolli fosse rimasto seduto su quella sedia per tre settimane, andava via solo la notte tardi. Alfredo dice, e lo dice sempre, quando si parla di carte, che Beniamino non si alz\u00f2 MAI, per tre settimane. Neanche per pisciare! Non se ne poteva pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aveva gli occhi del diavolo quando giocava, non il sorriso che mostrava sul flipper. Ragazzi Beniamino era un asso anche a carte. Nicoladelforno, basta non ti far pi\u00f9 vedere, lo prendevano in giro. Una vita spesa sulle carte e poi arriva Lui. L\u2019asso piglia tutto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicono che si sia comprato la nuova moto con i soldi vinti in quelle tre settimane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dicono che vide un colore di cuori per tre volte di fila. Solo un bel po\u2019 dopo capii cosa volesse dire. Dicono che vinceva anche senza guardare le carte.  Che Nicoladelforno si sia ipotecato il forno, ma poi il Dolli, che era un signore, gli aveva restituito la vincita. Dicono che non tocc\u00f2 mai pi\u00f9 una birra da quando si sedette a quando si alz\u00f2. Dicono che qualche mano la vinse giocando a carte scoperte. Altre diceva i punti prima, prima divedere le carte, gi\u00e0 li sapeva. Dicono che inizi\u00f2 a fumare e anche che smise.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era vestito come sempre quando giocava. Invece no, quando giocava portava il berretto da caccia. Macch\u00e9 il Dolli a carte \u00e8 sempre con la canottiera, anche se fa freddo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beniamino Dolli non perse mai una mano, raccontano. Eppure tutti continuavano a giocare.Vinse talmente tanto, racconta Cimice, a cui lo disse la mamma, a cui lo disse Marta che era amica della mamma di Cimice, che poteva andare a comprarsi un suo caff\u00e8 biliardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 una volta venne il campione del mondo di poker e si sedette al tavolino e il Dolli lo fissava e rideva, lo fissava e rideva con gli occhi del diavolo e con quella sua camicia a quadri. Dissero, venne il campione del mondo, perch\u00e9 aveva sentito del Dolli, venne al caff\u00e8 Biliardo, chiese dov\u2019\u00e8 questo ragazzo di cui si parla tanto, trov\u00f2 la sua sedia, lo guard\u00f2 negli occhi e disse, ti va di fare un gioco? Beniamino sorrise e rispose semplicemente: Si.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Giocarono solo una notte. Poi il campione dovette scappare, la famiglia\u2026. Tutti sanno che \u00e8 una scusa perch\u00e9 raccontano che il campione non vinse una mano. Nemmeno lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Praticamente Beniamino vinse tutto. Contro tutti. Tre settimane e pi\u00f9 seduto su una sedia senza bere, senza mangiare e senza perdere una sola mano. C\u2019\u00e8 chi giura di avere ritagli di giornale di quel periodo. Di quelle tre settimane. Antonio tiene ancora appesa una piccola foto accanto alla bottigliera, dove c\u2019\u00e8 un tavolo con delle carte e quattro persone, si vede anche il Dolli, il suo corpo, la sua \u201cseduta\u201d: Il viso no, perch\u00e9 era spostato indietro, con la sedia, in bilico sulle zampe posteriori e la testa \u00e8 quindi tagliata. Niente viso, niente prova. Sempre leggenda. Quel periodo per\u00f2 ci fu davvero, come fu vissuto \u00e8 leggenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad un certo punto semplicemente Beniamino si stanc\u00f2. Spar\u00ec, come al solito. Raccontano che dur\u00f2 altri due giorni il via vai, le persone dai volti nuovi. Le urla notturne e tutto il resto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tre settimane di Beniamino Dolli, tre settimane per raccogliere altri racconti, aneddoti. Impensabili. Beniamino era talmente forte che faceva scala reale una mano si e una no. Beniamino barava, lo so perch\u00e9 in qualche modo quando mischiava le carte le sapeva mettere a suo modo. Beniamino ipnotizzava gli avversari con gli occhi, come fece con il campione del mondo, con Nicoladelforno e tutti gli altri. Raccontano\u2026 li ipnotizzava. Raccontano tutto, il vero, il falso, non importa, importa solo il mito, la leggenda di Beniamino Dolli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si stanc\u00f2, raccontano e tutto fin poco dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un altro vortice, altre leggende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torn\u00f2 Beniamino una settimana dopo. Moto nuova. Donna nuova.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una Peroni. Un gettone. Tre palline e  il mondo ai suoi piedi.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Translate] La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi. 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