{"id":5824,"date":"2011-02-13T20:04:12","date_gmt":"2011-02-13T19:04:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/"},"modified":"2016-07-03T23:23:19","modified_gmt":"2016-07-03T21:23:19","slug":"episodio-5-il-mito","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/scrittori-in-tilt\/episodio-5-il-mito\/","title":{"rendered":"episodio 5 &#8211; Il Mito"},"content":{"rendered":"<div class=\"translate_block\" style=\"display: none;\">\n<a class=\"translate_translate\" id=\"translate_button_post-5824\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\" href=\"javascript:show_translate_popup('en', 'post', 5824);\">[Translate]<\/a><img src=\"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/wp-content\/plugins\/google-ajax-translation\/transparent.gif\" id=\"translate_loading_post-5824\" class=\"translate_loading\" style=\"display: none;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"\" \/>\n<\/div>\n<div id=\"content_div-5824\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><em>La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi.<br \/>\nUn progetto narrativo di Gianluca Casaccia.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><em>Vietata qualsiasi riproduzione anche parziale senza permesso diretto dell\u2019autore.<\/em><\/div>\n<div><em><br \/>\n<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Episodio 5 \u2013 Il Mito<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Beniamino aveva un vuoto dentro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa \u00e8 una cosa che un buon osservatore avrebbe visto con non troppa difficolt\u00e0, se non fosse per quel suo risplendere, se l\u2019osservatore non fosse quindi abbagliato dalla luce del mito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 una cosa che sapevano in pochi. In pochissimi. Nicola, ovviamente Nicola, buon osservatore e confidente della nostra leggenda sapeva tutto, o quasi. Fu Nicola stesso che una sera, di qualche anno fa\u2026. Dopo una serata di reminiscenze inizi\u00f2 a raccontarmi, con la voce un po\u2019 rotta. Inizi\u00f2 con le parole \u201cAveva un vuoto\u201d, proseguendo, Beniamino aveva un vuoto che non riusciva a colmare, che forse nemmeno provava a colmare davvero, tutto inizi\u00f2 da l\u00ec. Il vuoto  che il Dolli portava nello stomaco fu l\u2019innesco di tutta la storia, che poi divenne leggenda. Innumerevoli leggende.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo che non ne parlava volentieri, non ne voleva parlare, semplicemente Nicola doveva parlare, almeno quella sera, doveva parlare e tirare fuori qualcosa che lo fece sempre soffrire. Per Nicola, Beniamino era s\u00ec un mito come tutti, ma anche un po\u2019 un figlio. Antonio e Nicola, in un certo senso furono genitori putativi. Confidenti. Amici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A quell\u2019et\u00e0 sembrava un ragazzo senza meta, diceva, senza un perch\u00e9. Ai tempi pensavamo fosse dovuto per la scomparsa del padre qualche anno prima, diversi anni prima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una donna, invece fu una donna. Dopo un interminabile silenzio accompagnato da un sigaretta girata sul momento (Nicola era uno che adorava fare gli anelli con il fumo), quello che disse fu: Una donna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una ragazza poco pi\u00f9 grande di lui, di due o tre anni credo. Vedi, Beniamino \u00e8 praticamente cresciuto senza padre, perch\u00e9 anche quando era tra noi, si contavano sulla punta delle dita le volte che in un mese era in casa, lavorava molto, era sempre via. Era un ragazzo, il Dolli, senza un punto di riferimento vero, senza modelli a cui rifarsi. La madre non era una donna forte, pace all\u2019anima sua. Non so se questa donna fosse il primo amore di Beniamino, non so bene cosa successe, so che a quel tempo non era IL Beniamino Dolli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Incontrata lei, il ragazzo non si vide per un paio d\u2019anni, ma fu una cosa che fu notata dai pi\u00f9 solo quando torn\u00f2. La sua assenza non fu nulla di speciale, era un ragazzo come tanti per il paese, era solo il figlio del Dolli. Niente come un\u2019assenza, come molte volte \u00e8 capitato con il Dolli, determina una presenza. Solo nel caso si sia gi\u00e0 \u201cqualcuno\u201d, e a quel tempo, come dicevamo, era solo uno in pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inconsapevoli che un qualcosa che avrebbe influenzato le piccole vite di questo posti era in incubazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Torn\u00f2, lo vidi il primo giorno, &#8211; presegu\u00ec Nicola &#8211; sembrava un vagabondo e nulla pi\u00f9. Entr\u00f2 al bar dopo una settimana, chiese la sua prima Peroni e inizio a parlare con me. Fino ad allora si limitava a salutare, in entrata e in uscita, sempre molto educato. Giocava qualche volta a biliardo. Quel giorno si sedette al tavolo, con aria di chi \u00e8 gi\u00e0 molto pi\u00f9 grande e\u2026 \u201cUna Peroni grazie\u201d e prese a parlare a fare domande sulle donne. Lei gli spezz\u00f2 il cuore, da quello che mi disse, lo fece in maniera crudele, ma non scese nei dettagli. Era ancora molto giovane e gi\u00e0 aveva un espressione\u2026. Quella donna figlio mio, quella donna che lui pensava l\u2019avesse distrutto, semplicemente fece nascere la sua leggenda, inconsapevolmente. Passarono sei mesi e una Peroni ogni volta scoccassero le 7 di sera, poi arriv\u00f2 lui, indicando con il mento. Arriv\u00f2 il flipper. Il sacro flipper del record.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se beniamino per noi ormai \u00e8 leggenda capite bene che quel flipper\u2026. \u00c8 un po\u2019 un sacro Graal. La gente che gioca, che sa, gioca con rispetto. Nessuna botta per via della rabbia, nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Arriv\u00f2 la ditta dei trasporti e lo scaric\u00f2 con grande velocit\u00e0, pochi sguardi incuriositi da una cosa che qui,  non si era mai vista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tolsero il telo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricordo quel momento al rallentatore, con colori sbiaditi  &#8211; Nicola guardava il nulla, lo sguardo perso nel vuoto mentre raccontava questa parte &#8211;  tolsero il telo che lo copriva come fosse  tovaglia, quando si vuol fare quella piccola magia di toglierla senza fare cadere bicchieri e tutto il resto. Una spolverata. Dieci minuti per regolare, per attaccare, livellare, caricare, testare, e non so cosa. Tutto molto velocemente, mentre la gente entrava e inconsapevole di ci\u00f2 che stava per accadere dava uno sguardo fugace e poco interessato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il destino che ti combina? Il destino fece incontrare il flipper per la prima volta proprio con  Beniamino. Fu il primo in assoluto a inserire un gettone e a colpire la prima pallina. Non potete immaginare l\u2019eccitazione di Nicola in questo tratto. Fermai Nicola perch\u00e9 per me questa cosa era importantissima, volevo\u2026 Respirarla. Beniamino, oltretutto, fu il primo. S\u00ec, per voi non fa differenza, ma ricordatevi che non sono solo un narratore, sono uno del posto, la leggenda \u00e8 leggenda anche per me. Una notizia cos\u00ec ti colpisce. E\u2019 una cosa importantissima che vengo a sapere solo dopo non so quanti anni. Riprese col racconto e mi aspettavo che Beniamino si mostrasse subito fenomeno, invece Nicola racconta che mise un gettone; lanci\u00f2 la prima pallina e semplicemente la vide scender gi\u00f9 tra i due battenti; si gir\u00f2 verso Nicola e gli chiese cosa fosse questa porcheria. Ora perch\u00e9 \u00e8 Beniamino, perch\u00e9 \u00e8 tutto quello che c\u2019\u00e8 stato, ma dire porcheria, qui, a questo flipper, \u00e8 un po\u2019 come bestemmiare da queste parti. Nicola si avvicin\u00f2 e gli disse che era un flipper. Me lo ha regalato mio zio. Quello d\u2019America, quello di Nuova Yorke. Devi lanciare la pallina e colpirla con i due battenti che sono sotto a protezione della \u201cbuca\u201d. Li muovi con questi bottoni ai lati, dai prova un po\u2019. Seconda pallina, a vuoto. Si gir\u00f2 e usci salutando, senza lanciare la terza e borbottando, non sono cose per me, \u2018sta roba \u00e8 per gli Americani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora non sapeva. Ancora non sapeva che avremmo visto gente con tatuaggi fatti in cella 999.897. Avremmo visto nonne giocare al lotto 999.897. Avremmo visto sui muri quei numeri. Avremmo raccontato le sue gesta per anni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rientr\u00f2 un secondo dopo, un minuto dopo. Si avvicin\u00f2, ricorda, erano passati sei mesi, si avvicin\u00f2 e mi guard\u00f2 con cattiveria, anche se capii che non era per me, era un\u2019attimo di follia, si avvicin\u00f2 e disse: Quella troia si \u00e8 suicidata Nicola. Quella troia si \u00e8 tolta la vita e l\u2019ha fatto di fronte a me.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Translate] La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi. Un progetto narrativo di Gianluca Casaccia. 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