{"id":5705,"date":"2011-01-04T18:19:21","date_gmt":"2011-01-04T17:19:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/?page_id=5705"},"modified":"2016-07-03T23:22:57","modified_gmt":"2016-07-03T21:22:57","slug":"episodio-2-il-santo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/scrittori-in-tilt\/episodio-2-il-santo\/","title":{"rendered":"episodio 2 &#8211; il Santo"},"content":{"rendered":"<div class=\"translate_block\" style=\"display: none;\">\n<a class=\"translate_translate\" id=\"translate_button_post-5705\" lang=\"en\" xml:lang=\"en\" href=\"javascript:show_translate_popup('en', 'post', 5705);\">[Translate]<\/a><img src=\"https:\/\/www.tilt.it\/flipper_pinball\/wp-content\/plugins\/google-ajax-translation\/transparent.gif\" id=\"translate_loading_post-5705\" class=\"translate_loading\" style=\"display: none;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"\" \/>\n<\/div>\n<div id=\"content_div-5705\">\n<p style=\"text-align: center;\"><em>La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi.<br \/>\nUn progetto narrativo di Gianluca Casaccia.<\/em><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><em>Vietata qualsiasi riproduzione anche parziale senza permesso diretto dell\u2019autore.<\/em><\/div>\n<div><em><br \/>\n<\/em><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Episodio 2 \u2013 il Santo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che dire\u2026  Il Santo, il contraltare del Dolli. Veniva chiamato il Santo come fosse un soprannome, poi per volere del caso e della madre di origine meridionale effettivamente era Santo Senzaddio. Diceva di chiamarsi Alessandro. Era comunque il Santo per tutti e, sia per lui che per la piccola comunit\u00e0 era l\u2019antagonista di Beniamino Dolli. Beniamino, invece, che lo chiamava solo Senzaddio, era uno di noi, uno dei tanti, piccoli, grandi vecchi\u2026 solo uno degli altri.<br \/>\nOttobre del \u201855. La prima volta che vidi il Santo. Faceva un freddo boia e lui arriv\u00f2 in moto, con un semplice giubottino in pelle. Una di quelle cose che mi colpi molto quando ero bambino. Vai a capire il perch\u00e9.<br \/>\nPer il mito esistevano due tipi di persone, gli altri e le belle donne. Non esistevano gli \u201cantagonisti\u201d, non avversari, veri amici, acerrimi nemici. Nulla. Un, due tre. Io, gli altri e le belle donne, questo pensava.<br \/>\nProbabilmente a noi serviva per dare ancora pi\u00f9 vigore alla leggenda, avere un \u201cnemico\u201d, uno che potesse quasi stare alla pari, ma senza riuscire mai a togliere nulla; poi che leggenda sarebbe senza uno che si chiama il Santo. Prima o poi ci sar\u00e0 anche un maggiordomo, qualcuno avr\u00e0 una leggenda sul Dolli legata ad un maggiordomo, anche se \u00e8 difficile immaginare un maggiordomo, assassino, in Emilia, negli anni \u201950.<br \/>\nNessuno tifava per il Santo, tranne il capo del partito, che si faceva vedere spesso al caff\u00e8 biliardo e se passava il Santo, gli offriva sempre una Peroni, che era la birra di Beniamino.  L\u2019acqua arrugginisce. Talvolta un po\u2019 di Lambro. Il caff\u00e8 \u00e8 troppo amaro, i succhi sono per i bimbi e il t\u00e8 per i malati. Solo Peroni e un po\u2019 di Lambrusco, Tutto il giorno, tutti i giorni. E il capo la offriva al Santo. E se passava il Dolli, il capo si girava, borbottava e beveva solo. E se Beniamino iniziava con la sua magia, il flipper, il capo usciva. E se passava il Santo, quando Dolli era l\u00ec (io non l\u2019ho mai visto, ma potete immaginare la miriade di racconti che ci sono a riguardo), qualcuno tirava fuori sempre una frase epica detta dal Dolli. Manco avesse un libro di aforismi a portata di mano. Da quel che so, da quel che raccontano, Beniamino Dolli, non era poi nemmeno cos\u00ec loquace, un po\u2019 spaccone certo, con l\u2019importanza che riceveva dagli altri, ma tutto qui. Lui veniva, birra, partita, strette di mano e andava dalla Giulietta o dalla Marta. Aveva due famiglie Beniamino Dolli. Questa era una cosa certa.<br \/>\nIl Santo era un bravo ragazzo, ma subiva la pressione dell\u2019antagonista che gli era stata \u201cdonata\u201d dalla comunit\u00e0, ma ci stava, perch\u00e9 comunque in questo modo poteva essere qualcuno, all\u2019ombra della leggenda. Non credo l\u2019abbia mai ammesso, ma sotto sotto,  il Dolli era un mito, una leggenda, anche per il Santo. Soprattutto per Santo Senzaddio.<br \/>\nArrivava, benestante, bella macchina e sempre, sempre, una bella ragazza diversa al fianco, sempre diverse, chiss\u00e0 che fine facevano verrebbe da chiedersi, visto che tra paese e paeselli vicini, non \u00e8 che ci sia stata una gran giovent\u00f9 a quanto ricordo. Non era poi cos\u00ec bello,  era il figlio del capo e lo sapevano tutti. Arrivava, il Santo e subito: \u201cC\u2019\u00e8 il Dolli che oggi sono in forma?\u201d Chiaro che se Beniamino ci fosse stato non avrebbe mai detto quelle parole, perch\u00e9 quando c\u2019era la leggenda e lui entrava, cos\u00ec raccontano, il Santo stava poco, aveva da fare, aveva una appuntamento con altre donne, doveva far vedere la macchina, cambiare le gomme, lo chiamava il padre e cos\u00ec via. Secondo me aveva il poster di Beniamino appeso in camera.<br \/>\nIl problema \u00e8 che comunque, anche prima del record, Beniamino piaceva a tutti, i pi\u00f9 piccoli cercavano di imitarlo nei modi di fare, il Santo era simpatico, ma non piaceva. Alessandro Senzaddio, Santo Senzaddio, il Santo, ma a sua insaputa anche prete, bamboccio, secondo o una volta\u2026 il cattivo. Insomma, \u2018sto povero ragazzo \u00e8 servito, serviva solo a noi per esaltare ancor di pi\u00f9 la nostra leggenda locale, nel corso degli anni. Per tutta la vita.<br \/>\nIl flipper gi\u00e0 era una religione, Beniamino Dolli gi\u00e0 amato e popolare, il Santo gi\u00e0 un ragazzo che spesso faceva il passo pi\u00f9 lungo della gamba cercando per colmare quella distanza che era\u2026 Incolmabile agli occhi di tutti. Nessuno poteva essere come Beniamino, diciamola tutta.<br \/>\nQuanto per noi \u00e8 stato bello, facile e importante che Lui abbia fatto il record forse ora potete iniziare a immaginarlo. Come se fosse stato sempre ovvio. Lui ha fatto il record, e anche se \u00e8 un record matematicamente battibile, per noi \u00e8 sempre stato ovvio che pi\u00f9 di 999.897 non si potesse fare. Il Santo, che vi giuro era bravo, non ha mai superato i 780.000. Per arrivare a 700.000 ci vuole parecchio tempo e tanti di qui dling, pong, bang, musichette, e rumorini da diventar scemi in pochi minuti. Per loro era musica. BD 999.897 e io credo che il Santo se ne sia fatta ben presto una ragione e semplicemente viveva e sfruttava la popolarit\u00e0 del suo personaggio. O magari soffriva in silenzio.<br \/>\nIl Santo era un gran dritto e questo non lo ha mai saputo nessuno.<br \/>\nSia chiaro ci sono storie anche sul Santo, solo sempre legate al mito.<br \/>\nUna volta se le son date di santa ragione, giura Antonio, il cugino del caro Nicola, proprietario storico del caff\u00e8 Biliardo. Se le son date di santa ragione, perch\u00e9 il Santo era pi\u00f9 alto e piazzato del Dolli, per\u00f2 mi sembra superfluo dire che Beniamino Dolli finita la scazzottata si sia preso un Peroni e sia andato dalla Giulietta come se nulla fosse. Il Santo, invece, un quarto d\u2019ora a dormire per terra, con due occhi neri e un labbro gonfio. Vai a sapere il motivo.<br \/>\nNicola dice spesso che Beniamino Dolli e il Santo non se le sono mai date e che prima, quando non lo sapeva nessuno erano grandi amici. Lui e il Santo. Lo ying e lo yang di campagna.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[Translate] La leggenda di Beniamino Dolli \u00e8 primo capitolo di una trilogia di \u201cleggende\u201d della nostra terra. Ogni \u201cserie\u201d, tre appunto, \u00e8 composta di 22 episodi. Un progetto narrativo di Gianluca Casaccia. 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